Come D’Arte – Festival internazionale di Commedia dell’Arte

20140610-131544-47744210.jpgAnche quest’anno l’attenzione di Ludika verso il mondo del teatro, in particolare della storia del teatro, è più forte che mai; dopo aver accolto per anni artisti di strada, giullari e attori che hanno riproposto nel nostro festival temi e suggestioni del teatro medievale, della storia dei saltimbanchi e del teatro antico, in questa edizione Ludika 1243 sarà di nuovo la casa di Come D’Arte, il primo festival nazionale dedicato alla Commedia dell’Arte, uno dei più grandi tesori culturali della tradizione artistica italiana.

Come D’arte vuole riproporre questo meraviglioso genere teatrale, con la sua tradizione, la sua storia e le sue storie, fatte di attori di mestiere, i primi veri professionisti dello spettacolo, che calcavano le piazze di ogni cittadina italiana e europea, maestri nell’arte di far ridere e piangere, guadagnando così la propria giornata.

Il festival offrirà numerosi spettacoli, che ripropongono in maniera a volte fedele, a volte come suggestione, gioco o sperimentazione, l’ispirazione della Commedia dell’Arte, la Commedia “all’improvviso”, come era nota questa forma teatrale nell’epoca del suo maggior splendore. Un viaggio dedicato a qualcosa che ci è sempre stato molto a cuore, la tradizione della passione e di una vita intera dedicata alla piazza, all’arte, al teatro… quale migliore unione, per due realtà così simili? Vi aspettiamo!

IN SCENA A COME D’ARTE

DON CHISCIOTTE
LA BOTTEGA DEI COMICI, Fraternal Compagnia di Commedia dell’Arte

MERC 4 ore 21:00 – CORTILE “LA ZAFFERA”

Una compagnia di attori è stanca di fare teatro, di fare Commedia dell’Arte, e di mettere in scena il Don Chisciotte. Stanchi di continuare a combattere con le precarietà del mestiere, tentano di convincere uno di loro che, al contrario, non solo vuole fare lo spettacolo, ma sembra aver completamente travalicato il limite tra attore e personaggio e si crede davvero Don Chisciotte, preda di una sorta di “delirio da maschera”, a desistere. Ecco che allora la metafora del cavaliere errante che si immerge nella letteratura e ne fa una ragione di vita viene trasposta in chiave teatrale: gli attori, accettando di rifare lo spettacolo per l’ennesima volta, si troveranno invischiati nel dilemma di capire dove finisce la loro identità, così vera e frustrante, e dove invece inizia la maschera, con la sua dimensione fiabesca e avventurosa che paradossalmente diventa l’unico motivo di benessere della loro vita.

Con: Micaela Bonito, Luca Gabos, Gabriele Guarino, Lorenza Sacchetto
Assistenti alla regìa: Micaela Bonito e Alessio Antonacci
Maschere: Stefano Perocco di Meduna e Alberto Ferraro
Drammaturgia e regìa: Gabriele Guarino


IL TRENO CHE CI PIACE
CIRCOMARE TEATRO

GIOV 5 ore 22:30 – CORTILE “LA ZAFFERA”

NoTAV, un ‘altra manifestazione, treni bloccati e disagi per i pendolari. Questo è l’incipit dello spettacolo. I manifestanti si spingono sotto la casa dell’imprenditore delle ferrovie Pantaleo, e l’incontro con l’inserviente Colombina è un’occasione per descrivere i motivi della rivolta. Dopo alterne vicende un manifestante viene arrestato e sarà il pubblico a decidere la sua sorte.

Gli spettacoli del Circomare Teatro narrano le vicende di nuove maschere ispirate alla contemporaneità ma, nelle partiture vocali e fisiche, legate alla tradizione. Si riprende la “Commedia all’improvviso” dei comici dell’arte del XV° secolo con l’intento di contestualizzarla alla società contemporanea.”

Di e con Alessandra Cappuccini, Mario Umberto Carosi, Luisa Ciavattini, Matteo Paino. Regia: Mario Umberto Carosi.


CON PERMESSO, DON RAFFAÈ
TRADIREFARE TEATRO

SAB 7 ore 23:00 – CORTILE “LA ZAFFERA”

L’idea dello spettacolo nasce dall’ispirazione data dall’omonima canzone di Fabrizio de André. Suggestioni e immagini quasi grottesche e surreali di temi profondamente radicati nella cultura collettiva del nostro Paese: i temi del carcere, della criminalità organizzata, e dei rapporti (malati) di potere. In questo modo, il Don Raffaè del titolo diventa un vecchio Pantalone, recluso e stanco, ma ancora attaccato al proprio potere, alla propria influenza, alla propria ricchezza; allo stesso modo, Pasquale il brigadiere servile incarna perfettamente uno “zannesco” Arlecchino, ingenuo e distratto, lavoratore sfaticato, sempre alla ricerca di un modo per guadagnarsi il pane, un povero diavolo disperato, che lotta per sopravvivere, per escogitare un modo per tirare avanti, in un mondo quasi più grottesco di lui. E in questo modo le storture di un paese e la deformità di un intero sistema sociale si accentuano ancora di più, e diventano protagoniste assolute, facendo della loro natura grottesca la propria stessa forza.

Ideazione e Regia: Federico Moschetti
Drammaturgia: Irene Scialanca
Interpreti: Federico Moschetti, Irene Scialanca

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